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Le amiche

L’amicizia è una gran bella cosa.

Ci si sceglie tra simili per condividere le comuni stranezze ed essere sostenuti nei comuni deliri.

Gli amici si somigliano più o meno in tutto, hanno lo stesso senso dell’umorismo, gli stessi interessi e, noto con terrore, le stesse pazzie.

Fino a qualche anno fa, Viola, Panna ed io eravamo caste e pure, intendo proprio sessualmente.

Poi è successo che Viola ha cominciato a frequentare un ragazzo già impegnato che l’ha iniziata al sesso improprio, per poi completare definitivamente la sua formazione con un secondo ragazzo, fidanzato con un’altra, ovvio.

Panna ha aspettato più anni per concedersi, ma si è lasciata scivolare sul sedile di una monovolume, con il fortunato che l’ha fatta sua, addirittura al secondo appuntamento!

Di me non parlerò, ma va da sè che se sono amica di queste due, anch’io poi tanto normale non sono, in quel senso.

Sì, bella l’amicizia, ti senti capita da persone simili a te e, in parte, sostenuta nei deliri.

Questo mi inquieta.

Chicco d’amore

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Niente al mondo può essere paragonato a lui.
E’ il mio gattone.
Non ne ho parlato fino ad ora perchè mi resta difficile spiegare l’amore che ho per questi 8 chili di pelo e unghie affilatissime.
Lo adoro come di più non potrei e questi occhi verdi mi rendono felice.
Sarebbe facile spiegare perchè lo amo così tanto se avessi innumerevoli qualità da elencare sul mio micino, ma in realtà è un gatto complesso e piuttosto pericoloso.
E’ un dominante con l’abitudine di sottometterci.
A me pare ovvio che sia lui il re di casa, ma gli piace ricordarcelo avvinghiandosi con denti ed unghie a braccia e gambe.
Di solito l’attacco è preceduto da un rituale di sfida e minaccia, in cui si irrigidisce e si avvicina di traverso per poi attaccare, altre volte agisce a tradimento per non rovinare la sorpresa!
La pressione dei denti e delle unghie di otto chili di gatto non sono davvero da poco e quando lascia la presa si allontana fiero e compiaciuto.
Abbiamo provato a rimproverarlo, ma la sua natura selvaggia ha avuto la meglio sul nostro proposito di educarlo.
Credo di adorarlo anche perchè è indomabile.
I difetti esaltano i pregi e lo penso del mio gatto come pure delle persone che amo.
I suoi momenti di dolcezza sono amore puro che si esprime con strusciamenti, fusa e sguardi profondi e baciarlo dietro le orecchie, su quel peluccio morbido e caldo, è il paradiso.
Una meraviglia così non poteva avere un solo nome, lo chiamo in molti modi, come le sfumature dei suoi occhi verdi, e a seconda del momento diventa: cocchino, cetriolino, chicco d’amore, patatino e gnogno.
Chiunque abbia un gatto o un altro musetto peloso nella sua vita sa di cosa parlo e di sicuro pensa che il proprio animale sia il più bello del mondo…
io ne ho la certezza!

Il Capodanno del vicino

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I cinesi festeggiano proprio oggi il capodanno o Festa di primavera.

Per curiosità, mi sono un po’ informata sulle caratteristiche di questa festa per confrontarla con il nostro capodanno.

Il mio scopo era coglierne le differenze e, lo ammetto, scoprire se c’è qualcosa da invidiare.

Dunque, la prima differenza è senza dubbio l’inizio del nuovo anno, che da noi cade sempre il primo gennaio ed è contraddistinto solo dal numero dell’anno, mentre quello cinese è variabile ed è dedicato ad un animale, questo, ad esempio, è l’anno del Topo.

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preferisco la data certa, ma dedicare l’anno ad un animale è carino.

I festeggiamenti cinesi durano 15 giorni, il primo giorno è contraddistinto dalla danza del leone e l’ultimo dalla festa della lanterne rosse.

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il punto di vantaggio ci sta tutto!

Come simbolo di buon auspicio, in Cina si scambiano pacchetti regalo con dentro soldi, da noi si mangiano lenticchie nella speranza che l’anno nuovo porti tanto denaro.

Certo, meglio i pacchetti, ma le lenticchie mi piacciono.

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Tra i vari dolci cinesi c’è il Tangyuan, si tratta di palle di riso ripiene, la cui forma sferica simboleggia l’unione familiare e la felicità.

A pensarci bene anche il nostro zampone è un tantino appiccicoso, unisce la famiglia…mi sto arrampicando sulla cotenna…ma non so proprio quale valore familiare potrebbe ispirare, se non un bell’ aumento collettivo di colesterolo!

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In entrambe le culture si festeggia il capodanno con i fuochi d’artificio ed è di buon auspicio il colore rosso, da loro, però, si addobbano le case con nastri e fiocchi di questo colore, da noi, lo sapete, si usa la biancheria intima rossa.

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un punto per le mutande rosse, alla faccia del Kamasutra!

Pare che nessun capodanno sia più rosso dell’altro, dunque nulla da invidiare, ma casomai da conoscere ed apprezzare.

Buon sorcio a tutti.

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Sexy shop

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La mia prima volta in un sexy shop, e per ora l’unica, è stata casuale e davvero sorprendente.

Era un bel pomeriggio di inizio estate, un amico ci aveva accompagnate a far compere e poi a vedere la sua piccola fattoria, fuori città.

E’ un appassionato di volatili e ha varie specie di pennuti, la mia amica ed io ne siamo rimaste stupite.

E pensare che le sorprese migliori dovevano ancora arrivare!

Nel riaccompagnarci a casa, ci ha proposto di andare all’inaugurazione di un nuovo negozio, un sexy shop, appunto, e il modo disinvolto e naturale che ha avuto di proporcelo ci ha fatto accettare, anche se con un po’ di imbarazzo.

Entrando nel negozio, a testa bassa, mi aspettavo il peggio, ma era pur sempre un’inaugurazione, per cui c’era un’ atmosfera simpatica e di complicità.

Il tour tra la merce esposta è stato divertente, soprattutto quando abbiamo visto la biancheria intima con gli inserti di pelliccia e la fantasia di forme e misure dei giochini erotici esposti.

L’articolo più sorpendente? Un pallone come quelli su cui ci si siede e si rimbalza, ma con l’aggiunta di un “accessorio” sulla sommità: per chi ama il sesso giocoso, presumo.

L’articolo su cui ci siamo più interrogate? Un filo di perle a cui proprio non sapevamo dare un’utilità, ma il nostro amico ci ha spiegato che non si mette al collo, ma si inserisce nella donna e dà piacere nello sfilarlo: per donne di classe ed eleganti che non rinunciano alle perle neanche a letto.

L’articolo più simpatico? Le cannucce per bibite, con forma fallica, esposte proprio vicino al buffet che prevedeva pasticcini di forme classiche e non ambigue, come mi aspettavo, ma ormai pensavo solo in versione hard!

 

Con gli occhi dell’amore

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Con gli occhi dell’amore si vedono cose che per gli umani non innamorati, e che quindi ci vedono bene, sono inimmaginabili.

L’amore cambia i colori, le forme, le percezioni e ovviamente la realtà.

Dei banalissimi occhi marroni diventano, per la fortunata e rimbecillita prescelta da Cupido, la sintesi irripetibile e indimenticabile della bellezza assoluta.

Il marrone delle foglie bagnate in un romantico pomeriggio autunnale, le venature del marmo più pregiato e i sottili raggi del tiepido sole di primavera è ciò che l’innamorata vede guardando negli occhi il suo lui.

Pura fantascienza, ma capita un po’ a tutti.

“Com’è lui?” domandano le amiche curiose e questa semplice frase scatena nell’innamorata le più fantasiose visioni e senza l’aiuto di allucinogeni, ma di semplice endorfina.

E così un fisico qualunque diventa il corpo di un calciatore, i capelli crespi si trasformano in capelli da rivoluzionario sud-americano e le labbra insignificanti sublimano in ciliege mature da mordere.

L’inizio dell’innamoramento non fa travisare solo le caratteristiche fisiche dell’amato, ma, purtroppo, anche quelle caratteriali.

Attribuiamo all’oggetto del nostro amore le qualità che vorremmo davvero trovare in un partner, senza accertarci che le abbia davvero, per cui la successiva delusione è spesso inevitabile.

Non c’è da preoccuparsi, con gli anni la freccia di Cupido colpisce sempre più di rado e provoca meno allucinazioni, si sogna meno, ma di certo l’amore è più vero.

Ecco l’ esempio di un’allucinazione d’amore, tratto da “La ragazza con l’orecchino di perla” di Tracy Chevalier

“Girai la testa e lo guardai da sopra la spalla sinistra.

I suoi occhi si agganciarono ai miei.

Non riuscivo a pensare a nulla se non che il loro colore grigio era identico all’interno di una conchiglia di ostrica. “

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Mah!

 

 

Blue Monday

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Blue Monday è il terzo lunedì di Gennaio e pare che sia per molti un giorno deprimente.

Questo spiega la tristezza che mi fa compagnia in questi giorni.

In realtà, ero giù dal fine settimana scorso, ho fatto un lungo ponte di malumore, blue profondo.

Blue Monday è anche il nome di una varietà di violetta africana.

Potrei comprare una piantina per rallegrarmi, se non fosse che anni fa ne ho fatta morire una…che ricordo triste…sto peggiorando al pensiero della povera violetta…

Aiuto…

 

 

La speranza

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Una bellissima definizione della speranza, che si adagia sul cuscino la sera e che sparisce alle luci dell’alba.

Non potrei addormentarmi senza desiderare, non potrei abbandonarmi all’oscurità senza sperare.

“Nella cupa notte vola un fantasma iridescente.
Sale e spiega l’ale sulla nera infinita umanità.
Tutto il mondo l’invoca e tutto il mondo l’implora.
Ma il fantasma sparisce coll’aurora
per rinascere nel cuore.
Ed ogni notte nasce
ed ogni giorno muore!”

-Turandot-

Che paura!!!

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Anch’io ho paura dei ragni, soprattutto di quelli grandi e pelosi, e pare che sia una paura comune, tanto che, anche nel game Gears of War, i muscolosi marines ne hanno uno bello grosso da uccidere (foto sopra), armati con il kit completo da sterminio di massa, tanto coraggio e steroidi a volontà!

Aracnofobia, ecco il nome scientifico che indica la paura per i ragni e non sapevo che di fobie ce ne fossero tante, con altrettanti appropriati e raccapriccianti nomi scientifici, di cui fa un elenco lunghissimo Wikipedia, precisando, però, che alcune potrebbero non avere un riconoscimento in psicologia o in psichiatria.

Le paure che conoscevo fino ad ora sono quelle più comuni, di cui si sente parlare più spesso, come la paura dei luoghi chiusi, degli spazi aperti, di volare, del buio, ma mai nella vita avrei potuto immaginare che potessero esistere paure come quella dell’aurora, dei capelli, delle comete, delle nuvole e persino dell’aglio!

Le mie preferite: la paura delle mutande (mutandofobia, ovvio) e la pantofobia, che non è la paura delle pantofole, che visti i precedenti esempi ci poteva stare, ma la paura della paura, quindi la regina delle fobie, il non plus ultra del terrore assoluto.

Il sorprendente elenco di Wikipedia non sarà completamente attendibile, ma resta il fatto che un elenco simile è presente in un sito che, per soli 1500 euro a paura (e qui capisco perché l’elenco sia lungo), promette di far passare qualunque tipo di fobia a tempo di record, in sole 24 ore!

Se fosse davvero così, la mia ancestrale paura dei ragni potrebbe finire in un sol giorno!

…E poi?

Non so, in fondo sono affezionata alle mie fobie, fanno parte di me, mi rendono prevedibile: vedo un ragno, urlo di terrore. Semplice ed automatico.

La paura è chimica ad alto livello, adrenalina, palpitazioni, e in più rallenta la percezione del tempo.

Come ha ben detto Nietzsche:

“Il pauroso non sa che cosa significa essere solo: dietro la sua poltrona c’è sempre un nemico.”

E dietro la tua?

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Cioccolato e amore

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In amore non è mai facile trovare la metà giusta, quella che ci completa, che ci rende un insieme perfetto ed è quasi altrettanto difficile formare le coppie dei deliziosi baci di dama.

Quando li ho preparati, mi sono quasi commossa, prendere una metà, intingerla nel cioccolato e cercarne la metà ideale, perfettamente combaciante, prima che il cioccolato indurisca.

Ho visto più coppie perfette di biscotti nel vassoio, a lavoro finito, che coppie perfette di uomini e donne nella vita.

Non so quale sia la ricetta che permetta di trovare l’anima gemella e neanche se esista un amore-cioccolato che tenga unite le coppie per sempre, ma vi lascio la ricetta di questi romantici dolcetti, che possano consolare chi ancora non ha trovato la sua perfetta metà o rendere più dolci i momenti d’amore di chi ha già trovato il suo biscottino gemello.

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Baci di Dama

100 g di farina 00, 100 g di zucchero, 100 g di burro, 100 g di nocciole o mandorle, vanillina, cioccolato fondente.

Macinare finemente le nocciole con qualche cucchiaio di zucchero, mettere in una terrina e unire la farina, il restante zucchero, la vanillina e il burro morbido. Amalgamare bene l’impasto con le mani e formare delle palline piuttosto piccole da disporre in una teglia da forno rivestita con carta forno. Mettere in frigo per 2 ore, in questo modo i biscottini non si adageranno troppo durante la cottura restando più spessi. In forno caldo a 180 gradi per 10 minuti circa o finchè non saranno dorati, ma non troppo cotti, si induriranno una volta freddi. Sciogliere a bagnomaria il cioccolato fondente con qualche fiocco di burro, evitando che l’acqua tocchi il pentolino in cui si trova il cioccolato che altrimenti si asciuga troppo. Prendere un biscottino, intingerlo nel cioccolato sciolto e unirlo ad un’altra metà. Far raffreddare bene prima di servire.

 

Taglio netto

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I capelli parlano e forse dicono troppo.

Un nuovo taglio non è mai un caso e il parruchiere diventa il sacerdote che celebra e rende visibile il cambiamento interiore.

Ma a volte il rito va officiato in intimità e armati di forbici ci si taglia da sè i capelli, sperando che cadano anche i problemi esistenziali, insieme alle ciocche.

Non so quale sia il motivo per cui una signora statunitense abbia tagliati i suoi lunghi capelli dopo 45 anni e ancor meno il motivo per cui mi ritrovo con un lato della mia frangia troppo corto rispetto al resto.

Ricordo, in modo confuso, la mattina di qualche settimana fa in cui mi sono accanita con una ciocca fin quasi a farla sparire, ma il perchè non lo so.

Di solito si cambia taglio o colore di capelli per tante ragioni: quando finisce una storia, quando se ne comincia una nuova o per altri motivi legati ai cambiamenti interiori in generale.

Giocherello con la povera ciocca che a fatica sta ricrescendo e mi chiedo il motivo per cui l’ho sacrificata, mi interrogo, ci penso, ma niente.

L’unica cosa buona è che ho fatto tutto da sola, mi è capitato, infatti, che qualche parrucchiere abbia sfogato i propri problemi personali sui miei capelli e ho anche dovuto pagare, per ritrovarmi peggio di così!

Che davvero qualche mio problema sia sparito con quel ciuffo di capelli tanto da non ricordarlo più?

E perchè mai dovrei preoccuparmene ora?

Quella ciocchetta del cavolo… non smetto di pensarci perchè qualcosa di intimo che mi riguarda vuole dirmi, ma non so cosa e, soprattutto, non so se voglio saperlo.

Nessun taglio netto è mai davvero netto, a quanto pare.

 

 

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